Roberta so che sei un'artista poliedrica, e i tuoi 3 shops, di cui dopo parliamo, ne sono un esempio. Hai fatto degli studi specifici nel campo del design?
Ho fatto il liceo artistico indirizzo architettura, poi ho proseguito all'Accademia di Belle Arti conseguendo con il massimo dei voti la "laurea" o diploma o come vuoi chiamarla, in scenografia con Gaetano Castelli (lo scenografo che da sempre fa la scenografia di Sanremo per intendersi e che ha praticamente fatto la storia della scenografia televisiva degli ultimi 30 anni e più), ho fatto un corso di arredamento ed uno di grafica pubblicitaria quando ancora si lavorava senza photoshop e poi ho lavorato sempre nell'ambito dell'arredamento d'interni e della scenografia. In realtà non ho fatto degli studi specifici nel campo del design del gioiello, anche se la famiglia di mio padre ha una tradizione nel campo dei preziosi ed i miei cugini, residenti in Egitto, stanno proseguendo la strada di mio zio. Anche mio padre da giovane disegnava gioielli. Quello della creazione del bijoux è stato per me sempre e solo un hobby, diventato lavoro quando mi sono ritirata dall'attività dello spettacolo dopo dodici anni lunghi e stressanti. E' stata mia madre, comunque, la persona che in assoluto mi ha insegnato di più. Prima ancora di iniziare a scrivere disegnavo, a 6 anni sapevo già ricamare e poi mi ha stimolato moltissimo nell'apprendimento di lavori manuali legati alla tradizione femminile come il cucito il ricamo, il lavoro a maglia e l'uncinetto. Abbiamo sempre creato inventato e grazie a lei poi è stato facile proseguire da sola. E' stata la persona che mi ha sostenuto di più in tutte le mie scelte e anche la più critica e pronta a "smontarmi" se raggiungevo qualche eccesso. Ho ereditato da lei il grande senso di autocritica.
In seguito determinante è stata l'esperienza nei laboratori di scenografia e costume.
Un destino, quello di creare gioielli, che era già parte della tua famiglia! Quando nasce però la vera e propria passione per gli accessori e per l'ornamento femminile in genere? Quando hai capito che da semplice hobby poteva diventare invece la tua nuova strada, lavorativamente parlando? Ha coinciso con l'abbandono del tuo precedente lavoro o hai lasciato il tuo lavoro per intraprendere questa nuova avventua nel campo dell'artigianato artisitco?
In realtà è accaduto tutto un pò in modo inaspettato. Il mio settore è entrato in crisi un pò prima rispetto agli altri. Lavoravo molto in pubblicità ed ho sempre lavorato moltissimo. Ad un certo punto i lavori erano sempre meno e sempre mal pagati o non pagati per niente ed era inaccettabile visto che lavorare in quel campo vuol dire lavorare non meno di 16 ore al giorno, quando ti va bene.
Quindi all'improvviso ho avuto più tempo a disposizione ed ho ricominciato a dedicarmi ad alcuni dei miei hobbies preferiti. In seguito ho avuto un problema di salute ed ho dovuto riconsiderare la tipologia di lavoro che stavo facendo. Inoltre la situazione era peggiorata. Non serviva più essere una persona esperta nel tuo lavoro, l'importante era costare poco e c'era una concorrenza giovane e totalmente inesperta che si svendeva per pochi soldi. A quel punto ho fatto una scelta, azzardata, ho deciso di cambiare. Mi sono detta se devo fare il mio lavoro male ed essere trattata come se avessi iniziato ieri, allora tanto valeva ricominciare in un altro campo. Purtroppo al mondo dello spettacolo si avvicinano persone totalmente incompetenti e senza una minima preparazione, perchè pensano che basti essere giovani e competitivi per essere anche competenti. Spesso si tende a mitizzare quel mondo, lo si vede bello e dorato, e invece lavorare in quel campo vuol dire faticare e fare gavetta, ma soprattutto è necessario saper fare. Però ho sentito la necessità di imparare e quindi ho ricominciato davvero tutto dall'inizio: studiare e fare ricerche per imparare le tecniche e realizzare i prodotti nel migliore dei modi, con lavorazioni accurate e materiali di qualità. Mi ha aiutato l'esperienza ventennale nel campo degli allestimenti che mi ha dato la capacità di riconoscere i materiali e di utilizzare tecniche che solitamente non vengono usate in gioielleria. Molto importante è stata anche la preparazione che mi ha dato il mio corso di studi, una preparazione specifica nel campo artistico.
Oggi, con la crisi che viviamo in tutti i campi, sopravvivere all'annullamento di se avendo un hobby che poi sfocia anche in un lavoro dev'essere una bella soddisfazione! E proprio i tuoi hobbies, come accennavamo sopra, fanno si che tu sia presente su Etsy con ben 3 diversi e-shops: Medusa1307, Paperthoughts e Button's Maniac. Tutti e 3 con uno stile diverso, così come diverso è lo studio delle forme e l'impiego dei materiali. Ci racconti un pò di questi diversi stili e da dove nasce il desiderio di così tante sperimentazioni artistiche? Quali le fonti d'ispirazione?
Facendo scenografia e arredamento ti trovi spesso nella situazione di dover ricostruire un ambiente d'epoca quanto quello moderno. In più ho lavorato come designer di interni per i Paesi Arabi che notoriamente hanno una spiccata attenzione per l'arredo d'epoca (o riproduzione di). Aggiungi l'amore per il Teatro dell'Opera e per il costume d'epoca, agita il tutto ed ecco servito il primo shop, Medusa1307, dove troverai gioielli ispirati a tutto questo.

Buttonsmaniac è nato quasi per necessità. Avevo una collezione di bottoni di 18.000 esemplari e dovevo per forza farne qualcosa. In più mi piace l'idea del ridare vita agli oggetti dimenticati come i bottoni che spesso giacciono in fondo ai cassetti per anni.

Paperthoughts è un pò la sintesi del "moderno" che c'è in me, in una formula che media l'amore per il vintage e quello per l'essenzialità. Forme più semplici, carta che è un materiale a me da sempre familiare, illustrazione e materiali semplici e come il legno o come le tessere dei giochi ...

Ho preferito dividere in tre shops, altrimenti sarei sembrata folle nel proporre delle collezioni così diverse in uno spazio solo.
Mi togli una curiosità? Il nome del primo shop da dove prende ispirazione?
Un pò da un errore in realtà. Inizialmente non avevo intenzione di aprire lo shop su Etsy perchè stavo tentando con Ebay, quindi mi sono registrata con il nick name che ho da molto tempo. Utilizzavo Etsy solo per acquistare i materiali in realtà, quindi è rimasto il nome così. Il nick name lo devo ad un amico che mi chiamava Medusa a causa del colore degli occhi e mi prendeva sempre in giro paragonandomi alla dea mitologica, dicendo che i miei occhi erano in grado di tramutare le persone in sale tanto erano chiari .... tutte sciocchezze da rimorchione ovviamente ... il numero è un mix di numeri importanti, anche questi messi in successione casualmente dal computer quando mi iscrissi a Yahoo parecchi anni fa .... Però con il tempo mi sono affezionata al nome e l'ho lasciato, creando "La Bottega di Medusa" e il mio "logo" portafortuna è la Medusa di Fornasetti.

Quando realizzi qualcosa pensi già alla persona che lo indosserà? In qualche modo trovi ispirazione nel pensare alla tua possibile cliente?
Spesso le persone mi chiedono se disegno i miei gioielli. In realtà creo " braccio", prendo dei materiali e seguo l'ispirazione. Penso poco alla possibile cliente, perchè questo mi farebbe fare l'errore di creare ciò che va di moda. Seguo ovviamente gli andamenti della moda, senza esserne succube e senza puntare ai numeri ma alla qualità. Ho comunque una cliente ideale ... io vorrei che le persone indossassero i miei gioielli per divertimento, per concedersi qualcosa di particolare per uscire un pò dai propri schemi almeno per una volta. Quando creo, penso a questo penso a comunicare più che ad accontentare. Questo però non esclude di creare oggetti su misura. Una cliente aveva visto un bracciale nello shop e desiderava avere la parure completa.

Vorrei farti una domanda, mi incuriosisce sapere la tua opinione: spesso mi capita di distaccarmi da ciò che realizzo 'rinnegando' a volte quello che ho appena creato. A te capita mai? Tu che tipo di rapporto hai con le tue diverse collezioni? Ce n'è una in particolare che senti più tua rispetto ad altre? Una che ami particolarmente?
Sfondi una porta aperta! Io ho sempre demolito il mio lavoro e non mi sono mai dichiarata totalmente soddisfatta di ciò che facevo. Questa "insoddisfazione" non è mai stata un "atteggiamento" o una ricerca del facile complimento, piuttosto è stata lo stimolo principale alla ricerca e al miglioramento del lavoro e questo l'ho applicato a tutta l'attività lavorativa in tutti i lavori che ho fatto. Le mie Collezioni ... uhmmm le amo tutte e le odio tutte, ma in ognuna c'è un pezzetto di me, della mia esperienza, del mio lavoro e della mia esistenza tutta. C'è il moderno e l'antico ed è esattamento così che io sono. Nelle Collezioni di Medusa c'è opulenza mentre l'esercizio difficile della sottrazione lo faccio con le altre collezioni. E' tutto in equilibrio in realtà, però io non indosso i miei gioielli e il mio look è molto essenziale e a chi si sta chiedendo se il mio look è gotico, piuttosto che steampunk, piuttosto che burlesque rispondo, che no ... nulla di tutto ciò ... minimal direi ...
Non sono l'unica! Anche io sono convinta che finche sia un sempre continuo desiderio al miglioramento ben venga la "demolizione"! In effetti nel tuo stile c'è contaminazione di numerosi altri stili, forse anche frutto delle tue esperienze passate, lavorative e di vita, di sicuro. C'è invece qualcosa che hai lì nella testa e nel cuore e che ancora non hai realizzato?
Si certo! La Collezione che preferisco è quella che ancora non ho realizzato e che avrei dovuto "lanciare" l'anno scorso ma che poi è rimasta standby, proprio perchè non sono ancora totalmente soddisfatta del risultato. E' una Collezione più "sartoriale" in cui convergono le caratteristiche delle altre, spaziando dall'illustrazione, ai bottoni allo stile e la costruzione vintage e d'ispirazione antica. La Collezione ha persino un nome HopeEra ed i primi progetti erano delle bibnecklaces ispirate alle eroine della tradizione dell'Opera. I materiali sono teppezzerie recuperate e riciclate, pietre perle e bottoni e cabochon di vetro con immagini e illustrazioni ... però è ancora tutto lì sul tavolo da lavoro ... finchè non sarò pienamente convinta ...

HopeEra statement necklace
Questi sono invece gli oggetti (venduti) che mi ha dato maggiore soddisfazione realizzare, hanno anche partecipato a delle sfilate di moda.

Questa nuova collezione sembra promettere veramente bene, a questo punto sono curiosa non vedo l'ora di vederla! Roberta prima mi hai raccontato che questo è diventato per te un vero e proprio lavoro. Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato? O che magari ancora oggi incontri?
Tantissime difficoltà! Innanzitutto le spese. Il materiale va acquistato in contanti e l'investimento iniziale è consistente. Poi la difficoltà nelle vendite nel "non luogo" Etsy, dove competi con 200.000 negozi (il 70% sono di bigiotteria). Poi la vendita nei mercatini o fiere. Le persone sono convinte che l'artigianato sia più economico e che acquistando al mercatino sia d'obbligo fare lo sconto o vendere tutto ad 1 euro. Non c'è da dimenticare però "la crisi", quindi forse le cose cambieranno quando staremo tutti meglio. Del resto io produco e vendo oggetti che non sono di prima necessità. In ogni caso io ho prezzi molto bassi rispetto alla tipologia di prodotti che vendo. Preferisco sapere che le mie creazioni siano vive e indossate da qualcuno che le apprezza, piuttosto che vederle in fondo ad un cassetto ... Il passaggio di lavoro dalla scenografia all'artigianato mi ha fatto perdere molto economicamente ma preferisco sacrificarmi che andare contro le mie idee ed esigenze. Insomma sono molto più "povera" ma decisamente molto più felice e non tornerei indietro!

Quindi la diffcicoltà è pittosto nella distribuzione del prodotto che nella sua realizzazione! Hai mai pensato di aprire un tuo negozio reale?
Certo ma ci vogliono molti soldi e tanti documenti. Ti basti pensare che ci vuole una fideiussione per l'affitto del locale, persone che garantiscano per te, perchè se stai per aprire una attività ma non hai già una attività o un consistente capitale, non ti danno fiducia. Senza calcolare i costi dei locali e la necessità di metterli a norma ecc ecc ... Ma io ho molta pazienza e so che non manca molto tempo alla realizzazione di questo sogno. Però vorrei cambiare città, andare in un posto più tranquillo.
Entrambe conosciamo la realtà estera, nel Nord Europa, in America, l'handmade è sinonimo di qualità, ricercatezza, possedere un oggetto handmade è un vanto, tanto più se l'oggetto è "made in italy", cosa pensi della situazione in Italia? Perché tutto ciò qui non avviene? Timidamente forse in alcune città pian piano le cose stanno cambiando, cominciano a spuntare i primi concept store dedicati all'artigianato di qualità, ma in generale la tendenza è sempre quella che la dove esiste come realtà, viene vissuto ed apprezzato da una cerchia ristretta di persone. Tu che idea ti sei fatta? Che risposte cerchi di darti alla diffidenza che il nostro paese ha nei confronti di determinati settori?
In Italia funziona il prodotto di massa e pochi sono in grado di apprezzare il prodotto di qualità o quello artigianale e unico. Nonostante le persone viaggino di più c'è un continuo impoverimento culturale, una lontananza dalla realtà dovuta anche dall'uso continuativo di mezzi come internet facebook etc. Se non sai quanto tempo ci vuole per fare l'orlo ai pantaloni come puoi dare un prezzo ed un valore al tempo e alla cura che ci è voluta per farlo? Perciò, il "non riconoscimento" delle cose vere fa mancare la capacità di apprezzare il lavoro manuale, considerato anche da molti come un lavoro umile e non un'eccellenza.
Le difficoltà sono quelle di cui mi hai appena parlato ma le soddisfazioni? Quando vedi che qualcuno ha acquistato una tua creazione dall'altra parte del mondo? Etsy, o qualunque altro portale di e-comerce ha questo bel vantaggio non trovi?
Sono felice come una bambina la mattina di Natale! Mi sembra tutto un dono del cielo e mi piace pensare che dall'altra parte del mondo ci sia qualcuno che porta al collo una mia collana!! Anche se ci sono tante difficoltà, specialmente in questo momento storico, non mancano le soddisfazioni come le clienti fisse che ritornano negli shops, o che ti cercano ai mercatini. Diciamo che nel mio piccolo sono soddisfatta dei miei successi e non cerco la notorietà mondiale!
Quali consigli ti senti di dare a chi in questo momento sceglie di fare del proprio hobby una professione?
Di essere umile. Gli insuccessi probabilmente potrebbero essere più frequenti dei successi ma a lungo andare la pazienza ripaga. E' senz'altro un'occasione per esprimere se stessi, ma è necessario farlo bene con competenza ed onestà.
Roberta intervistare te è stato divertente e "illuminante", voglio lascarti con una domanda retorica, la stessa che mi faccio di solito io, per poi rendermi conto che passo più tempo a chiedermi piuttosto che a rispondere anche attraverso scelte e risoluzioni!
Cosa vuoi fare da grande?
Da grande farà Roberta, qualsiasi lavoro svolgerò ed ovunque andrò, proprio come faccio ora, giorno dopo giorno e come ho sempre fatto ...

Potete seguire Roberta su facebook, seguire il suo sito e il suo blog.
E non potete non sbirciare nei suoi tre shops:
Medusa 1307
Button's Maniac
Paperthoughts
Potete invece contattare Roberta qui: labottegadimedusa@gmail.com
6 commenti:
Grazieeeeeeeeeeee!!!
Fantastica intervista, non dovrei dirmelo da sola lo so ! Però mi sono davvero divertita a farla!!! Condivisa ovunque!!
I love Roberta's work! Wonderful article.
I lavori di Roberta sono bellissimi!
Sono la fortunata proprietaria di uno splendido bracciale fatto da lei :)
Very interesting artist, wonderful creations!
Bellissima intervista e sante parole!
Complimenti!
Bellissima intervista, molto interessante e completa.
Parlare con Roberta è sempre illuminante: intelligente, determinata, creativa... ho una puntina d'invidia! :D
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